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Κι αν δεν μπορείς να κάμεις την ζωή σου όπως την θέλεις,
τούτο προσπάθησε τουλάχιστον όσο μπορείς:
Μη την εξευτελίζεις.

Δευτέρα 21 Ιανουαρίου 2013

Rosso... Nero... un modus vivendi....

ROSSO......NERO

un modus vivendi
Il colore è l'espressione di una virtù nascosta”(Marguerite Yourcenar)



Non fatevi ingannare dal titolo... non c'entrano nulla Stendhal... Edgar Allan Poe... Verga... Pasolini... Pirandello... succede... di sentire dentro indomite e incontrollate sensazioni, emozioni... più o meno come camminare senza pensare... e allora ti perdi... e ti vengono in mente 2 colori... il Rosso e il Nero... e allora la favola comincia... e le dita scrivono più veloce della tua mente del tuo cuore... succede...


...E se fossi nata... prima di Te... prima della mia assenza...? Chiede Nero al Rosso... il mio Rosso... carico di paure... di passioni... di sogni... "- giovane è il tempo... mia cara Nero... mi disse a denti stretti... al di là delle parole... di musiche che nascono e crescono... al di là del gelo del mondo... e del passo dei vecchi -" gggrrrrr... il Rosso... si ostina ad avere il controllo su tutto... questa è una cosa che mi fà imbestialire... e lui lo sa... sembra che goda del fatto che riesca a intimorirmi... innervosirmi... ancora dopo tanto tempo... il mio bellissimo e dominante Rosso...


Opsss... credo che Rosso abbia... sentito il mio pensiero... mi guarda con i suoi occhi dolci... penetranti... severi... poi inclina la testa come per osservarmi da un'altra angolazione... mi prende la mano e mi avvicina a lui... e nell'orecchio mi sussurra... Nero... Nero... sei così leggera dentro... si dentro... "-perché mi guardi così chiesi?-"... il Rosso rispose... "-perché non esiste nulla in questo momento che valga la pena di essere visto... più di te-".


      
                                                                 
Questi due colori così profondi... sensuali, uguali nell'anima ma profondamente diversi... il colore assume un significato molto importante anche in ambito letterario. Se in campo artistico il colore è essenzialmente presente perché fa parte dell’opera, in letteratura diventa la chiave di lettura capace di trasmettere tutti gli stati d’animo, le emozioni, i ricordi e i desideri degli autori. Gli scrittori utilizzano il colore per creare delle unioni e delle corrispondenze tra i sensi, o raffigurare con metafore aspetti e situazioni del reale.
Il tema del colore quindi, è stato nel corso dei secoli un elemento di stimolo non solo nell'immaginario culturale e figurativo, ma anche nella dimensione della quotidianità con complesse valenze simboliche ed espressive, trasferite molto spesso nella dimensione creativa del testo letterario.
Giovanni Pascoli, ad esempio, attraverso le descrizioni cromatiche delle sensazioni che possono comunicare i fiori è stato in grado di generare emozioni e conferire molteplici significati simbolici alle cose attraverso il colore. In “Digitale purpurea” e nel “Gelsomino notturno”, il colore rosso diventa il simbolo della tentazione, della trasgressione capace di evidenziare con forza la carica passionale.


I colori di Flaubert... invece sono disarmanti... vorrei farveli capire, vedere tramite "Madame Bovary"... e nello specifico... nel personaggio di Emma...
Il rosso e il nero nel romanzo corrispondono ad una simbologia cromatica, diffusamente riconosciuta, basata su associazioni di idee. Il rosso infatti significa passione, amore, adulterio; è colore lussurioso, che imporpora le gote di Emma (da giovinetta ai Bertaux come da adultera alla Huchette); è colore principe dell'alcova matrimoniale e non. Il passo seguente ne fornisce un ottimo esempio:
"Le lit était un grand lit d'acajou en forme de nacelle. Les rideaux de levantine rouge, qui descendaient du plafond, se cintraient trop bas du chevet évasé ; et rien au monde n'était beau comme sa tête brune et sa peau blanche se détachant sur cette couleur pourpre, quand, par un geste de pudeur, elle se fermait ses deux bras nus, en se cachant la figure dans les mains..."
Il rosso, moltiplicato dalle tende di levantina che scendono dal soffitto giù in basso, sembra fatto apposta per l'intimità della passione così come il nero sembra preparare il lettore al tragico finale della storia affiorando sempre più - in semplici descrizioni come anche in metafore e in funesti presagi - nella terza ed ultima parte del romanzo. Qui Flaubert spoglia la sua eroina di tutti i colori vivaci che ha indossato nelle prime due parti per metterne in risalto il pallore grazie a sfondi, vestiti e veli neri fino alla scena della morte di Emma:
"Il fallut soulever un peu la tête, et alors un flot de liquides noires sortit, comme un vomissement, de sa bouche."
Ne L'Education sentimentale il nero colora spesso le vesti di Madame Arnoux:
"L'effet de l'apparition de Marie Arnoux est immédiatement nié par la disparition du désir de possession physique." 
Come non legare questa sorta di messa a morte del possesso fisico al colore nero? Questo nesso viene evocato esplicitamente in un passo del romanzo:

Il était empêché, d'ailleurs, par une sorte de crainte religieuse. Cette robe, se confondant avec les ténèbres, lui paraissait démesurée, infinie, insoulevable ; et précisément à cause de cela son désir redoublait. Mais, la peur de faire trop et de ne pas faire assez lui ôtait tout discernement...
Attraverso l'immagine delle tenebre, viene resa cromaticamente l'impossibilità da parte di Frédéric di soddisfare il desiderio della carne: ciò che vivono i due protagonisti del romanzo è, secondo Leclerc, una sorta di adulterio platonico, sancito dall'eccesso di passione...




Ogni colore secondo Vasily Kandinsky, pittore astrattista russo che visse tra il 1866 e il 1944, possiede un suono che è possibile percepire grazie all'anima. Un'artista crea un'opera guidato da una necessità interiore che lo spinge a scegliere determinati colori creando quindi una sinfonia nuova ed irripetibile; come Kandinsky spiega ne "Lo spirituale nell'arte".
Il colore viene principalmente usato nella pittura, l'arte che riesce meglio ad esprimere l'incontro tra il colore stesso e la forma; quest'ultima può contribuire alla creazione di un nuovo suono. A differenza della pittura o della musica, la scrittura non è in grado di esprimere questi suoni con la stessa intensità: essi appaiono sbiaditi e flebili. Kandinsky scrisse: "Le tonalità cromatiche, come quelle musicali, hanno un'essenza più sottile, danno emozioni più sottili, inesprimibili a parole. Per questo le parole sono e restano accenni, segni abbastanza esteriori dei colori".
Il colore nella scrittura è sempre associato ad un oggetto o ad un'emozione in modo da renderli più vividi nella mente del lettore.
Un autore che utilizzò questa tecnica fu Georg Trakl. Egli, come Kandinsky, capì che ogni colore suggerisce un'emozione o uno stato d'animo e quindi un suono che fa vibrare l'anima del lettore come se guardasse un dipinto o ascoltasse una sinfonia. Nonostante l'affermazione di Kandinsky, Trakl trovò il modo di far giungere all'anima del pubblico dei suoni chiari e distinti creando armonie uniche.



Questo poeta austriaco visse dal 1887 al 1914 e la sua produzione artistica è formata da un centinaio di componimenti. La sua vita influenzò molto le sue opere: un difficile rapporto con i genitori, la
dipendenza dalla droga, il rapporto incestuoso con la sorella Grete e la prima guerra mondiale sono i temi principali delle sue poesie. Trakl utilizzò il colore come mezzo di comunicazione con il lettore; l'elemento cromatico cattura immediatamente l'attenzione rendendo partecipe chi legge degli avvenimenti descritti dal poeta. In particolare alcune poesie sono caratterizzate da una forte presenza del colore; ad esempio il seguente componimento intitolato " Concertino".

Un rosso che ti scuote come in sogno:
Il sole che attraversa le tue mani.
Senti il cuore impazzito dalla gioia
Prepararsi in silenzio ad un'azione.

..............................


 
Ogni colore suggerisce un suono diverso ed una diversa reazione.
Il rosso agisce sull'interiorità in modo molto vivace. Esso è il colore delle passioni profonde come il suono al quale corrisponde. Questa tinta potrebbe essere paragonata al suono grave di un violoncello ma, se resa più chiara dal bianco, diventerebbe più acuta come il suono del violino; mentre sarebbe una tuba se venisse aggiunto del nero. In questa poesia il rosso è un violino che irrompe con la sua intensità capace di scuotere anche in sogno.

 


Georg Trakl è un poeta che cerca di rappresentare la realtà, o la sua realtà interiore, mostrandola in tutta la sua crudezza, senza tralasciare il minimo dettaglio. Le immagini che l'autore ci propone sono istantanee, la mente le visualizza rapidamente ed i colori che tingono immediatamente ogni oggetto e persona producono un suono che, mescolato ad altri, crea una sinfonia udibile solamente dall'anima.
Questo è il caso della seguente poesia: "In riva alla palude".


In riva alla palude

Viandante al vento nero; piano mormora il secco canneto
Nella pace della palude. Nel cielo grigio
Passa uno stormo di uccelli selvatici;
Volando di sbieco su foschi acquitrini.

Tumulto. Da una capanna cadente
Svolazza con ali nere putredine;
Storpie betulle sospirano al vento
....................................................

Qui il nero rappresenta qualcosa di spento, di immobile. Musicalmente è la pausa finale: dopo questa non si avverte più nessun suono. Se il colore è apposto su una superficie nera allora quest'ultimo acquista forza e vigore ed il suono è più vibrante che mai.
Il vento nero è un presagio di sventura, di morte; infatti soffia in un luogo in cui tutto è in putrefazione.


Hesse invece... esprime un senso di solitudine spirituale, spesso temperato dalla saggezza e dal misticismo della
filosofia orientale.
Le sue opere sono impegnate a propagandare
un profondo rinnovamento dell’uomo... dove possa ricomporsi in un’armoniosa unità l’eterno contrasto tra natura e spirito... fra istinto e ragione. In Garofano il rosso è il colore dell’amore e della passione.

Garofano
Garofano rosso fiorisce in giardino,
irradia profumi d’amore,
non vuole dormire, non vuole aspettare,
un impulso, uno solo, ha, il garofano:
più in fretta, più ardente e selvaggio fiorire!
E vedo una fiamma rifulgere viva,
e il vento ne attizza il rossore,
e lei trema, lei palpita di desiderio,
un impulso ha la fiamma, uno solo:
più in fretta, più in fretta bruciare e finire!
O tu nel mio sangue, nell’intimo mio,
che vuole il tuo sogno, tu amore?
Non vuoi scorrere in piccole gocce,
in fiumane, in schiumanti maree tu vuoi solo
dissiparti, esaurirti, morire!

Con Cesare Pavese abbiamo l'intuizione del reale attraverso il colore... lui scrisse... "il colore "vivo" del papavero non è un sogno... ma un segno efficace della realtà del vivere"... Il proprio della contemplazione è invece di fermarsi al sentimento diffuso e vivace che sorge in noi al contatto con le cose"... dapprima l’intuizione della realtà lascia lo scrittore ammirato, sorpreso, desideroso di vivere in maniera sana e forte; successivamente l’elaborazione interiore però vela di ombre e di incertezze, di dubbi e di fragilità questa intuizione iniziale... qui si gioca anche il senso dell’espressione artistica di Pavese. C’è un racconto dal significativo titolo di "Vocazione"... che inizia così: "Ricordo quanti papaveri si vedevano dalla finestra nella campagna, e quelli non me li ero certo sognati. Colori così vivi non si sognano e poi ho sempre osservato che di un sogno non si ricordano i particolari inutili". L’immagine vivida di questa... cosa vera... gli comunica un senso incrollabile di fiducia.

Ma... non è mai la morte a vincere il destino...  quando cala il sipario ed è finito il gioco...  anche i pensieri divengono farfalle...
La poesia nasce dal sentimento umano e desta i sentimenti, le passioni, i ricordi... sogni ed ogni altro sentimento della condizione umana... ogni poeta ha scritto in maniera diversa grazie alla sua inclinazione personale o al periodo storico a cui è appartenuto.
Il colore nelle poesie è stato amato... disprezzato... ignorato o addirittura esaltato... ha servito il poeta nella descrizione dell’oggetto del suo desiderio, di una visione, di un paesaggio, di un odore, di un amore e persino di un dolore.
I termini cromatici non sono stati utilizzati da tutti i poeti... alcuni non se ne sono serviti affatto... credo di poter affermare, dopo questa  ricerca, che i migliori “coloristi poetici” sono stati sicuramente i simbolisti francesi, benché, nessuno come Rimbaud, ne ha fatto un uso così vasto; infatti, il colore nelle sue poesie, vive in una sorta di ubriacatura cromatica sinestetica degna del suo stesso autore.



Il tema della luce e del colore è una struttura portante della poesia di Rimbaud ed è presente fin dalle primissime esperienze poetiche...  la valorizzazione dell'elemento analogico, grazie all'intervento liberatorio del colore... attua in tal modo quella che potremmo chiamare una "dilatazione delle cose e del reale logorato dall'usura buia e triste dell' atteggiamento quotidiano..."


           UNA STAGIONE ALL' INFERNO                                         
                        UN TEMPO, SE MI RICORDO BENE

"Un tempo, se mi ricordo bene, la mia vita era un festino in cui tutti i cuori si aprivano, tutti i vini scorrevano.
Una sera, ho preso la Bellezza sulle mie ginocchia. -E l'ho trovata amara-. E l'ho ingiuriata.
Mi sono armato contro la giustizia.
Sono fuggito. O streghe, o miseria, o odio, a voi è stato affidato il mio tesoro!
Riuscii a far svanire nel mio spirito tutta la speranza umana. Su ogni gioia per soffocarla ho fatto il balzo sordo della bestia feroce.
Ho invocato i carnefici, per addentare, morendo, il calcio dei loro fucili. Ho invocato i flagelli per soffocarmi con la sabbia, il sangue. La sventura è stata il mio Dio. Mi sono disteso nel fango. Mi sono asciugato al vento del delitto. E ho giocato dei brutti tiri alla follia.
E la primavera mi ha portato l'orribile risata dell'idiota.
Ora, proprio di recente, sul punto di fare l'ultimo crac! ho pensato di ricercare la chiave del festino antico, dove avrei forse ritrovato l'appetito.
La carità è questa chiave. - Questa ispirazione prova che ho sognato!
«Resterai iena ecc...» ribatte il demonio che mi incoronò di così amabili papaveri. «Raggiungi la morte con tutti i suoi appetiti, e il tuo egoismo e tutti i peccati capitali».
Ah, ne ho avuto fin troppo: - Ma, caro Satana, te ne scongiuro, una pupilla meno irritata! e in attesa delle piccole vigliaccherie in ritardo, per voi che amate nello scrittore l'assenza delle facoltà descrittive o istruttive, stralcio questi pochi turpi foglietti dal mio taccuino di dannato".

Qui i colori rosso e nero... non sono dichiarati... ma notevolmente... impliciti.


Jelena Todorovic
                                                               
...Ma come in un perfido gioco... qualcuno definisce il nero, non un colore, ma l'assenza di un colore, il colore "della non vita"mentre io lo considero l'essenza di colore... (così come il bianco racchiude tutti i colori)... quindi è colore...

Il Nero... è usato nel descrivere il pelo (Levitico 13:31), i capelli (Matteo 5:36), i cavalli (Zaccaria 6:2, 6), la pelle (Giobbe 30:30) e il sole (Rivelazione 6:12). In Rivelazione 6:5, 6 il cavallo nero rappresenta la carestia. Le Scritture menzionano anche il “marmo nero” e il “belletto nero”... Ester 1:6; Geremia 4:30.

Il Rosso molto vivace, menzionato in riferimento a filo, corda, panno e vesti, nonché ai peccati. (Genesi 38:28, 30; Numeri 4:8; Giosuè 2:18; Geremia 4:30; Matteo 27:28; Isaia 1:18) La “bestia selvaggia” descritta in Rivelazione 17 è di colore scarlatto (versetto 3), cosa che la distingue dalla “bestia selvaggia” del capitolo 13. La meretrice che siede sulla bestia selvaggia di colore scarlatto è vestita di porpora e scarlatto. (Rivelazione 17:3-5) Perciò la visione simboleggia vividamente le pretese regali della “bestia” e il lusso e la regalità della donna che la cavalca. Nelle icone il rosso viene utilizzato come simbolo della materialità che colui che è raffigurato ha avuto prima della sua morte e dell'eventuale ascesa al cielo quindi i colori riprendono il simbolismo del contesto in cui l'uomo li usa...
Quindi arriviamo alla semantica... lo studio del significato... e alla semiotica lo studio dell'interpretazione... ma questa è un'altra storia...


Il riso sulla sua bella faccia pareva l'arcobaleno...
e io la (lo)  baciai ancora.
(Italo Svevo)


Gaelic Storm - Black is the colour

                                                          Jimmy James and the Vagabonds - Red Red  Wine


"Se poi, tra coloro che si soffermeranno su queste pagine... vi fosse un nero cherubino... pronto a sentenziarmi"... tratto dal "Dono" di Schopenhauer... dovrei arrivare a Kant e al  divino Platone... ma mi fermo qui... dedicandolo a mio padre... e a chi come lui... vede la vita a colori...

Κυριακή 13 Ιανουαρίου 2013

UNDENIABLE RESONANCE


Paul Williams

In 1977 I was 19 and had moved to New Mexico from Pennsylvania by myself. I had gone to high school in PA and everyone I knew was having babies and getting married. Did not feel like my path and so I moved to New Mexico in search of my own “McCloud” cowboy. Although I ended up getting quite good at and loving western dancing, “cowboys” were not my path either.


New Mexico, “The Land of Enchantment” was (and is) full of many diverse types and a lot of that being “New Age” oriented.  The joke has been "Old hippies don’t die, they just move to New Mexico".


It was there sometime in the early 80's I came across this book and it opened my eyes in ways I never knew existed before. Although I had a strong feeling I had known all of it before, a definite undeniable resonance.

I re-read it recently and I still love it and understand why I was so attracted to it back then.


I am forever grateful to Paul Williams, he directed me to my correct path.  My divine path. 

Das Energi by Paul Williams

The first four pages read as follows:


Das Energi

A series of verses by Paul Williams.
 

Page 1

The only sin is self-hatred.
It is the act of negation.
It is the opposite of faith.
There is no such thing as evil.
The concept is a crutch.
We will not heal until we throw away the crutch
To heal is to become healthier.
To become healthier is to enjoy a freer flow of energy.
It is the flow that gets us high.
To perceive something as "evil" is to imagine that
That object, that person, is not a part of me.
he is something else.
To perceive "evil" is to attempt to deny
that we are all one.
We have a myth that relates to this.
The myth is God and Satan.
The fallen angel, Lucifer --
Cast out of heaven for disobeying God.
God who is good. Lucifer who is not-good.
Not-God. Evil.
But who is God trying to kid?
God is All. There is nothing that is not God.
Lucifer is God. There is no distance.
One can not fall from grace.
One can pretend, perhaps, that that brother over yonder

Page 2


Is not me, he is something else, he is everything
that I cast out of myself - one can pretend,
but not for long.
There is no way to cast out any part of one's self
Systems of energy contain no garbage. There is
no such thing as garbage.
Dear God, the jig is up.
Stop chasing your tail. Embrace your self.
Lucifer returns to Heaven!
Let there be dancing in the streets.

The only sin is self-hatred.
We call it sin but it's true name is delusion.
We have got to get ourselves back to the Garden
Easily done.
We are in the Garden.
Let us open our eyes.

Page 3

If you let go, something will happen.
Fear is always anticipation of the unknown.
Most human energy flow problems relate to
The inability to relax.
Fear of letting go.
If you let go, something will happen.
Fear of the unknown.
Rational mind :: wants to make a deal ::
first tell me what will happen,
and then I’ll let go.

Fuck you.

No one ever knows what’s going to happen.
Ever.
The future—next moment---is unknowable---unknown.
Rational mind won’t believe that.
He is afraid to.

Page 4

Sometimes it is enlightening to have a word for
God; sometimes it is blinding.
If you make a list of words for God,
you will have a list of all words.
You will not have God.
Energy flows through all things;
it rests in none of them. 


.......... 


Page 40

The nature of fear is that it feeds itself. Under proper conditions, it feeds itself incredibly quickly. Reason is not fast enough to stamp out fear. That is the mistake most of us make. Do not argue with fear. Wipe it from your mind the instant you recognize it.
Practice. Become skilled at recognizing the earliest symptoms. The only way to deal with fear is by reflex. Stop it. Wipe it out. Shoot first, ask questions later.
Consider a tightrope-walker. The thought begins: what if I were to get scared? What if I were to look down? The thought must be killed at the first sound of “what if.” To wait any longer is to lose one’s certainty, to lose one’s footing, to plunge. We are all tightrope-walkers. We must learn that reflex to survive.

Excerpt from Das Energi, by Paul Williams (1973)
 


More about the author:



“He smoked his first joint with Brian Wilson while listening to the masters of what would become Smile; he counselled a struggling Springsteen on musical direction (just before The Boss finally broke through with Born To Run); he and pal Timothy Leary spent a night with John and Yoko during the Toronto Bed-In-For-Peace, and Williams later rejoined the couple to sing on "Give Peace a Chance". He bitched out Jim Morrison for leaving a book Williams lent him behind on a plane; he hitched a ride to Woodstock in a limo with The Grateful Dead; and all the while, Williams was writing--refracting the pure creative energy around him through a powerful critical lens. And he did it so well that he, as an individual figure, doesn't tend to register in our contemporary consciousness. Rock criticism (and its various offshoots) has become such an integral thread in the cultural fabric that we assume, in a way, that it's always existed. But ask anyone familiar with its history, and they'll tell you that the genre was born of Paul Williams.”

Excerpt Originally published in the San Diego City Beat.
 

Brian Wilson - Smile

From - The Beach Boys: An American Band (1985 Documentary)



 
John Lennon - Give Peace A Chance 


About Paul Williams
Called by many the “father of rock criticism” after founding Crawdaddy Magazine at the age of 17, crucial early champion of Philip K Dick, author of the underground classic Das Energi, confidant of John Lennon, biographer of Bob Dylan and travelling companion to the Grateful Dead, Paul Williams has lived a half dozen remarkable lifetimes, and his work as rock critic, holistic philosopher and avant-garde underground gadfly forms a unique and indispensable link through the past 40 years of pop and rock culture. 



Das Energi (1973)

By far Paul Williams’ biggest selling book (with more than a half-million copies sold) Das Energi is a relentlessly positive, incredibly empowering consciousness handbook. Written in 18 days in the summer of 1970, in the form of thoughts, ruminations and intriguing lines of prose-poetry, Das Energi is a life-love-and-liberty-affirming treatise on the economics of human and cosmic energy, emphasizing the vital importance of energy flow. A timeless treasure fusing rock and roll, Eastern philosophy, and New Age consciousness, Das Energi exists as both an oracle of wisdom and a harbinger of the coming paradigm shift in awareness.
~Ron Colone.


Update:
In 1995, while living with his future wife, the singer Cindy Lee Berryhill in Encinitas, California, Paul suffered a traumatic brain injury in a spill from his bicycle, and was never completely able to resume his full activities as a writer. The injury likely triggered an early onset of Alzheimer’s disease; some symptoms were immediate, while others revealed themselves in tragic slow motion: fading powers of memory, then of comprehension and speech. In 2008, unable to continue caring for Paul while also taking care of their eight year-old son, Cindy began to arrange for Paul to live in managed care outside the home. Like so many freelancers, Paul lived without any structure of institutional support. 

Excerpt  from www.paulwilliams.com


 

Bob Dylan's Simple Twist Of Fate 

- Jerry Garcia Band






The following is from Cindy Lee Berryhill's blog spot:


www.cindyleeberryhill.blogspot.com


Cindy Lee Berryhill and Son Alexander





.......

"Paul holds and considers the guitar pick Patti Smith handed me, 2 weeks ago, to give to him. She acknowledged him and another influential rock journalist Paul Nelson, quite nicely in her book Just Kids".

~Posted by Cindy Lee Berryhill 02/01/13



Instead of epilogue:


Until I did the research for this article, I knew nothing about Paul Williams except that he wrote “Das Energi”.  I was blown away and humbled by what I learned about him past and present. 
My 'path' has taken me many places, all of which I believe have reasons and lessons.
Reasons and lessons that are at times beyond me, yet always divinely a part of me.

I am grateful in this time and space to share this beautiful, timeless book and about its author, Paul Williams, whose story is filled with Love, Humanity and Grace.