Σελίδες

Tι πιστεύουμε

Κι αν δεν μπορείς να κάμεις την ζωή σου όπως την θέλεις,
τούτο προσπάθησε τουλάχιστον όσο μπορείς:
Μη την εξευτελίζεις.

Δευτέρα 17 Μαρτίου 2014

I see the HAPPINESS.


IO vedo la FELICITA'.

Ode Al Giorno Felice

 Questa volta lasciate che sia felice,
 non è successo nulla a nessuno,
 non sono da nessuna parte,
 succede solo che sono felice
 fino all’ultimo profondo angolino del cuore.

 Camminando, dormendo o scrivendo,
 che posso farci, sono felice.
 Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
 sento la pelle come un albero raggrinzito,
 e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
 il mare come un anello intorno alla mia vita,
 fatta di pane e pietra la terra
 l’aria canta come una chitarra.

 Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
 tu canti e sei canto.
 Il mondo è oggi la mia anima
 canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
 lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
 essere felice,
 essere felice perché sì,
 perché respiro e perché respiri,
 essere felice perché tocco il tuo ginocchio
 ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
 e la sua freschezza.
 Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
 con o senza tutti, essere felice con l’erba
 e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
 essere felice con te, con la tua bocca,
 essere felice.

 Pablo Neruda




La felicità della vita... è fatta di frazioni infinitesimali...
di piccoli gesti fatti con il cuore... di un sorriso... di uno sguardo gentile...
di semplicità...
di te...


...la felicità è sempre dietro l’angolo... la felicità arriva all’improvviso, indipendentemente dalla situazione e dalle circostanze, tanto da sembrare spietata... è imprevedibile come lo sono le onde e il tempo... i miracoli sono sempre in attesa, senza far distinzione per nessuno...
Felicità... è il primo caffè della mattina con la persona del cuore... un bacio rubato... un messaggio inaspettato... uno sguardo... è udire la voce di chi ami... è una boccata d’aria fresca dopo una giornata richiusa in una stanza... è un sorriso... è una passeggiata al sole dopo settimane di pioggia... camminare mano nella mano... è il profumo di casa... è il sorriso di un bambino... una confidenza fra amiche... è la tua canzone preferita capitata casualmente alla radio... è un’emozione improvvisa... è la luna piena... è un abbraccio affettuoso... 
oh... l'amore è felicità fremente. No, non pensare a domani, cosa farai e se sarai felice, goditi il momento presente, è l’unico che possiedi... è l’unico che puoi vivere... non chiederti se ci saranno le opportunità giuste... CREALE... non pensare troppo al domani, respira l’istante presente. ...non domandarti se domani pioverà... oggi vedi il Sole, ed è questo che conta. Goditi ogni istante. Ogni emozione, ogni lieve respiro, sono queste le nostre dosi di felicità. E in questi secondi azzittisci pensieri... sssshh, chiudi gli occhi... ascolta il battito incalzante del tuo cuore.
Ed ora dimmi, non è forse questa la felicità?

Non credo che tutti quando sentono pronunciare quella parola pensino alla stessa cosa, è quasi impossibile, anche perché ognuno ha una mentalità ed un modo di pensare diverso dagli altri. Ha idee diverse. Certo, alcune possono anche coincidere, ma non tutti... intendo dire che ognuno è felice a modo suo... ma per me la felicità... ha un nome e un volto... ed è la coraggiosa volontà di vivere... e di amare con tutto il mio essere... questa felicità. 




La felicità è quella sensazione che
trovi nelle cose impensabili...

la trovi in un abbraccio al tramonto...
te ne cibi e stai bene anche dopo
che il sole è andato a dormire...

la trovi nelle carezze...

negli sguardi complici... 

nelle mani che si cercano
mentre ci si da un bacio,

un bacio di quelli candidi e poggiati appena
sulle labbra... la trovi ovunque vai e
trovi chi la felicità sa disegnarla già
solo per il fatto di esserci e di farti
sentire sua...

la trovi quando alla
felicità davi un'altra definizione...

una definizione che non aveva...
ma altro...

quell'altro che ieri non pensavi potesse renderti
felice così come lo si è adesso...

era impensabile per me che la felicità
arrivasse e fosse così...



ma è così...



Felicità...
sei chiamata, sei interpellata....anelata.....da domande....da pensieri, da sogni... sei rincorsa...
ma tu sei?

Epicuro in una Lettera sulla felicità a Meneceo lo ravvisava sul fatto che non c’è età per conoscere la felicità... non si è mai né vecchi né giovani per occuparsi del benessere dell’anima [e cioè di ‘filosofare’, amare il pensiero (vero)]. Per Epicuro la felicità è la conoscenza delle cose fanno lo stato di felicità. Nella sua vita naturale l’uomo allontana da se il dolore sia fisico ...aponia che psichico ....atarassia e l’assenza di queste due cause porta al raggiungimento della felicità. Ma non è sufficiente... Epicuro sostiene che si deve provare piacere e quindi classifica i piaceri dividendoli in tre grandi categorie... i piaceri naturali e necessari, come... l’amicizia, la libertà, il riparo, il cibo, l’amore, il vestirsi, le cure etc... i piaceri naturali ma non del tutto necessari come... l’abbondanza, il lusso, case enormi oltre il necessario, cibi raffinati ed in abbondanza oltre il necessario... e i piaceri del tutto accessori... come il successo, il potere, la gloria la fama etc...
Dopo un secolo dedicato a studiare le sofferenze umane, gli psicologi hanno scoperto la felicità... purtroppo non c’è n’è molta in giro, ed è per questo che se ne parla tanto... i primi studi sulla felicità sono stati fatti negli anni 60, quando si comincia a capire che il boom economico non cancella le nevrosi, anzi forse le genera. Sono stati fatti degli studi dove vengono trovate delle tecniche per correggere gli atteggiamenti che alimentano l’infelicità... socializzare, pensare positivo, coltivare le relazioni intime ed evitare di preoccuparsi per un nonnulla sono solo alcune di queste, ad esempio è stato chiesto a degli ansiosi di appuntare su un quaderno le loro preoccupazioni... rileggendole dopo una settimana scoprono che molte di queste erano infondate e con un po’ di esercizio possono imparare che non è il caso di preoccuparsi tanto. Inoltre si è dimostrato  che sposati e conviventi sono decisamente più felici di quanti vivono da soli, ed altre ricerche confermano che felicità ed un comportamento estroverso vanno di pari passo. 

Dunque si può imparare ad essere felici?
Anche introversi e malinconici possono trarre piacere da un hobby, dall’amicizia, e dalle relazioni umane, spesso hanno solo bisogno che qualcuno gli ricordi che ci sono cose piacevoli cui dedicare tempo e energia... e stato fatto un sondaggio classificando il livello di felicità di popoli diversi, e si è scoperto che i maltesi detengono la palma della felicità, mentre la Tanzania, e lo Zimbabwe sono all’estremo opposto. Ma siamo proprio sicuri che quando dicono di essere felici o non felici... intendono proprio la stessa cosa? Non sempre tutti la pensano allo stesso modo, ad esempio in Italia sarebbe meglio parlare di benessere piuttosto che di felicità... in quanto ha una definizione più ampia e meno connotata... inoltre la differenza non è solo questione di terminologia, molti psicologi americani affermano che ci sono diversi tipi di felicità, quella pragmatica, ovvero più individualista, che studia il piacere come benessere personale. Mentre in Europa si attribuisce maggior peso allo sviluppo e alla realizzazione delle potenzialità individuali, ma all’interno di un contesto sociale.
Ma quale potrebbe essere la ricetta per la felicità? Ci sono varie scuole di pensiero, c’è chi dedica la propria attenzione solo al piacere, chi alla soddisfazione post risoluzione di un problema, chi invece alla novità... si è verificato infatti che offrendo ad un gruppo di bambini un vassoio di dolcetti misti, e permettendogli di prenderne due, questi sceglievano per primo il loro preferito, poi uno diverso. Anche se le cose non sono cosi semplici, ci sono piaceri che una volta assaporati perdono il loro fascino... altri che non ci stancano mai, e altri ancora come le nostre pietanze preferite che dobbiamo concederci di tanto in tanto se non vogliamo che perdano sapore... la novità è sicuramente un aspetto importante della felicità, ma l’elemento essenziale è l’opportunità di cimentarsi con prove sempre nuove... ad esempio chi pratica sport estremi, si impegna per rispondere a una sfida difficile, quasi impossibile che mette in gioco tutte le sue competenze.
Anche se sembra un emozione per pochi eletti, in realtà è più diffusa di quanto si immagini, questo a difesa della felicità considerata da sempre inferiore ad altre emozioni più significative e costruttive per la vita umana, quali la paura e il disgusto considerati veri e propri salvavita... la necessità di conoscere e sperimentare cose nuove è certamente un elemento importante per la nostra specie... forse molta dell’odierna infelicità dipende anche dal fatto che le sfide quotidiane che attiravano l’uomo delle caverne , combattere, procurarsi il cibo, conquistare una compagna, non hanno più senso nel mondo in cui viviamo oggi, ossia , detto in altri termini, siamo programmati per desiderare cose che non ci interessano più veramente, come ricchezza e potere. Ma soprattutto che siamo preda di un subdolo meccanismo biologico che ci rende incontentabili, in quanto i nostri cervelli non sono stati programmati per mantenere a lungo uno stato di felicità?

Essere felici è un desiderio molto naturale di tutti gli esseri viventi, ma non è sempre così facile realizzarlo e soprattutto rimanere felici a lungo. Molti fattori esterni e interni fanno continuamente oscillare il nostro buonumore rendendo la nostra felicità spesso molto precaria.
Felicità è una parola che comprende una vasta gamma di emozioni piacevoli... amore, serenità, gratitudine, riconoscenza, senso di connessione con gli altri, pace ogni emozione, gradevole e sgradevole, ha la sua funzione nella vita, e anche le emozioni sgradevoli (o cosiddette negative) hanno una loro ragione di essere... il problema sorge quando rimaniamo in uno stato d’animo negativo troppo a lungo... il nostro benessere, la nostra salute fisica e mentale, il senso stesso della nostra esistenza finisce col risentirne.
Medicina e psicologia contemporanee hanno da tempo posto l’attenzione sugli effetti positivi del coltivare volontariamente stati psico/fisici di calma e di felicità... le persone felici godono di una salute migliore, di un sistema immunitario più efficiente, di un miglior funzionamento dell’apparato cardiovascolare, e di migliori relazioni... questo ha una particolare e grande importanza nel mondo odierno, in cui la pressione dei fattori stressanti è molto alta e la consapevolezza degli individui della necessità di inserire rilassamento e gioia nelle proprie vite è invece molto bassa... abbiamo sempre più bisogno di prenderci buona cura di noi stessi per vivere una vita il più possibile sana e appagante.
Anche se le condizioni esterne aiutano in una certa misura, la felicità è soprattutto una condizione interiore, della mente.... ed è possibile IMPARARE AD ESSERE FELICI e a usare a nostro favore il grande potere della mente... della conoscenza e consapevolezza
.

Il tema della felicità appassiona da sempre l'umanità... scrittori, poeti, filosofi, persone comuni... ognuno si trova a pensare, descrivere, cercare questo stato di grazia... per tentare di definire questa condizione alcuni studiosi hanno posto l'accento sulla componente emozionale, come il sentirsi di buon umore, altri sottolineano l'aspetto cognitivo e riflessivo, come il considerarsi soddisfatti della propria vita. La felicità a volte viene descritta come contentezza, soddisfazione, tranquillità, appagamento a volte come gioia, piacere, divertimento. Secondo Argyle (1987) il maggiore studioso di questa emozione... la felicità è rappresentata da un senso generale di appagamento complessivo che può essere scomposto in termini di appagamento in aree specifiche quali ad esempio il matrimonio... il lavoro... il tempo libero... i rapporti sociali... l'autorealizzazione e la salute.
La felicità è anche legata al numero e all'intensità delle emozioni positive che la persona sperimenta e... in ultimo... come evento o processo emotivo improvviso e piuttosto intenso è meglio designata come gioia. In questo caso è definibile come l'emozione che segue il soddisfacimento di un bisogno o la realizzazione di un desiderio e in essa.... accanto all'esperienza del piacere... compaiono una certa dose di sorpresa e di attivazione... quindi...





...la felicità non ha logica, non ha oggetto... accade quando permettiamo alle cose di toccarci e l’aria delle cose attraversa i nostri pori finalmente dilatati... la felicità... il sale della vita. 


Per corrugare la fronte si mettono in movimento ben sessantacinque muscoli...
per sorridere solo diciannove...
risparmiamo... allora... yesssss



un passo indietro... indietro le lancette... un viaggio corporale... stop.
Felicità. è lo stato d'animo (emozione) positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri...
L'etimologia fa derivare felicità da: felicitas, deriv. felix-icis, "felice"... la cui radice "fe" significa abbondanza... ricchezza, prosperità... e deriva dal latino "felicitas"... il cui radicale "felix" vuol dire soprattutto "ricco"... in particolare di beni esteriori. Si distingue da "beatus"... relativo allo stato d'animo interiore e che corrisponde maggiormente al significato che il termine ha assunto in generale nella storia della filosofia. La nozione di felicità, intesa come condizione (più o meno stabile) di soddisfazione totale, occupa un posto di rilievo nelle dottrine morali dell'antichità classica, tanto è vero che si usa indicarle come dottrine etiche eudemonistiche (dal greco eudemonia) solitamente tradotto come "felicità". In Greco questo concetto era reso con "eudemonia"... che deriva da eu, "buono" e daimon... "demone"...  indicando quindi la buona sorte concessa da una divinità benevola
...
 
I Greci, scrive un noto studioso del pensiero antico... "si trovano alle sorgenti stesse della civiltà occidentale, hanno posto le basi della scienza, della filosofia e dell’arte e hanno segnato a tutta la vita spirituale dell’età moderna la direzione che è l’unica in cui essa possa muoversi e progredire" (M. POHLENZ... L’uomo greco... Firenze 1989). Se qualcuno pensa sia "opinabile" che la direzione indicata dai Greci sia l’unica in cui possa muoversi la civiltà contemporanea, mi pare, però, che si possa almeno affermare con certezza che le scelte e gli orientamenti della nostra società risultano semplicemente incomprensibili per chi ignora le prospettive elaborate nell’antica Grecia... delle quali siamo eredi anche quando le contestiamo radicalmente. Ecco perché chi voglia riflettere oggi su cosa possa significare per l’uomo la parola... felicità... credo che debba ancora prendere le mosse da quella cultura che è effettivamente all’origine della nostra civiltà...


LA FELICITA' NON E' DESTINAZIONE... LA FELICITA' E' IL VIAGGIO

La felicità è accarezzare un cucciolo caldo caldo, è stare a letto mentre fuori piove, è passeggiare sull'erba a piedi nudi, è il singhiozzo dopo che è passato... SCHULZ.



Cos’è la felicità?
Se leggessimo la splendida poesia di Schulz... scopriremmo che la felicità è una piccola cosa... come una piccola pietruzza preziosa scavata nella roccia del nostro quotidiano.... un piccolo tesoro che è da trovare tutti i giorni.
"La felicità è un cucciolo caldo, foglie per terra, un amico, un golfino tutto pelo…"

"Vivere per gli altri, non è soltanto la legge del dovere, è anche la legge della felicità" A. Comte.

Forse la felicità è una cosa più piccola di quella che pensiamo... forse non è una grande signora riccamente vestita o una grande esplosione di festa con trombette e luci colorate... forse la felicità è una cosa più pacata... più sottile... forse è un mucchietto di sabbia che rischia in ogni momento di sfuggirci dalle mani e noi neanche ce ne accorgiamo. O forse è un lieve raggio di luna che ci accarezza mentre dormiamo e noi non ce ne rendiamo conto finché non arriva il nuovo giorno ed arriva il sole ad accecarci con il suo bagliore.
 Sono convinta che la felicità sia qui... tutti i momenti e stia a noi andare a prenderla... o eventualmente... lottare per mantenerla... non penso che ci possa essere una risposta univoca alla domanda "cos’è la felicità" perché ognuno di noi è così diverso e così particolare che sarebbe troppo brutto generalizzare il tutto dicendo... la felicità è trovare una persona che ti ami... un lavoro che ti piace... un paio di amici coi quali dire due scemenze davanti ad una bottiglia di vino a fine giornata. E non fraintendetemi, credo che queste (in particolare la prima) siano una delle grandissime gioie e benedizioni nella vita... "la felicità è soprattutto nel voler essere ciò che si è"... E. da Rotterdam.

Ma la felicità va oltre... o forse va più in profondo... nell’intimità. La vera felicità non è una ricerca esterna... una ricerca nell’altro, ma è dentro di noi... la piccola pietruzza preziosa da scavare, credo sia da trovare all’interno della nostra anima... della nostra pancia... del nostro cuore... la gioia e la felicità che ci regalano gli altri è sempre presa in prestito perché l’amore, l’amicizia, l’affetto è dato e ricevuto da persone ed in quanto tali, esseri che sbagliano, deludono, tradiscono… noi per primi dobbiamo trovare un baricentro, la nostra forza ed il nostro equilibrio e solo allora forse potremmo veramente godere della Felicità che ci conquistiamo e che ci regalano gli altri.
Quindi cos’è la felicità? La felicità è un piatto di pasta col ragù... un abbraccio di un amico... fare l’amore con la persona che ami... amare veramente... voler bene... ma principalmente è dare amore... non trincerarsi dietro a maschere di odio o di arroganza, lasciarsi andare e voler semplicemente bene. Darsi. Con consapevolezza e rispetto in primis di se stessi e poi per il prossimo. ...non sperare di dare per ricevere o di avere amore incondizionato, ma darlo ugualmente... senza remore e senza paura. Trovare il bello nelle piccole cose, senza timore di vedere le cose per quelle che sono... forse il povero Charlie Brown era sempre infelice perché si ostinava a cercare qualcosa che non poteva esistere... qualcosa che pensava di non avere e invece aveva sempre avuto accanto a sé… o forse è solo un messaggio di Schulz che si vuole ricordare quanto abbiamo e quanto tempo sprechiamo a desiderare e a pretendere... e come si fa a mantenere questo stato di serenità e completezza da far invidia agli yogi (non gli orsi) indiani? Non si può. La vita, in quanto tale, essendo appunto "viva" cambia ed è in continuo mutamento....la felicità eterna non esiste...per quanto una persona la desideri e lotti per averla....le cose brutte succedono, le lacrime scendono, i cuori si spezzano e a volte purtroppo anche i corpi. ....e a questo punto, la cosa che conta è solo una... il RISPETTO per sé stessi. L’amore per la personcina che sei e che ti dovrai portare dietro dal giorno della nascita al giorno della dipartita. ....non importa quanta sofferenza, quanta infelicità si possa vivere, perché l’importante è non perdersi e soprattutto... non tradire sé stessi... per non tradire... la vita... gli altri... l'amore... io amo la vita e le persone,  perché il bene ed il male, la felicità e la tristezza, il buio e la luce fanno parte del gioco ed è così bello "giocare"…
Dopotutto, la felicità è un cucciolo caldo… vediamo di tenercelo sempre stretto stretto a noi...


LA FELICITA' SECONDO SENECA...

Scrisse dunque Seneca... "Nessuno è infelice se non per colpa sua"... questo aforisma indica una responsabilità e conseguentemente una colpa personale nell’essere infelici... il problema è dunque nostro, di come inquadriamo i casi della nostra vita, di come permettiamo ad altri di inficiare il nostro equilibrio... la nostra traballante omeostasi tra avere e desiderare... Il cardine di Seneca è che la felicità sia una vetta da conquistare in solitaria, praticando virtù ed eliminando i desideri. Poichè diventare virtuosi è difficile... la felicità è affare impervio. ...siamo attirati dalle cose e riteniamo che sia il possesso di queste a renderci felici tanto da far definitivamente dichiarare a Seneca che la vera felicità è non aver bisogno di felicità, cioè di beni. Intanto, la più volte citata statistica del TIME... riporta che le persone sono più felici quando possono acquistare beni non strettamente necessari (fuori del nostro famigerato paniere ISTAT, cioè) ...mio Dio... povera felicità... Secondo Lucio Anneo Seneca... il quale non visse proprio esattamente come predicava, diciamolo pure... le felicità legate ai beni sono mutevoli, in quanto se ne desidereranno sempre di più, specialmente se ci soffermiamo a considerare beni e felicità altrui: ci paiono sempre migliori e più desiderabili dei nostri. Infatti, scriveva così..."Giammai sarai felice finché accetterai di tormentarti per il fatto che qualcuno sia più felice di te"... L’invidia è una brutta cosa, con l’aggravante di riuscire ad invidiare con maggiore intensità le persone che sono a noi più vicine e simili...questa attitudine nel confronti del prossimo più prossimo ci rende infernale la vita. Seneca si dichiarava seguace dello stoicismo, ma nelle famose Lettere a Lucilio attingeva a piene mani da Epicuro... il quale è a sua volta l’autore di una celebre Lettera sulla felicità...
Un’altra forma di felicità senechiana è l’atarassia, ovvero la sospensione del giudizio... non si tratta della epochè o sospensione per mancanza di indizi, bensì di "assenza di agitazione" che deriva dalla comparazione e dall’invidia. Uno in pace con se stesso non sente il desiderio di impegolarsi di e in beghe e ciò è salutare per l’animo ed è felicità... Per Seneca, inoltre, la felicità non è mai altrove e, soprattutto, mai nel passato (come lo era per Proust) ne nel futuro. ...in questa prospettiva, il suo insegnamento è simile alla famosa massima buddhista... Qualunque cosa tu faccia, falla col cuore... (c’è una versione che recita... Dovunque tu sia, stacci con il cuore...). Significa entrare nel flusso corrente, aderire completamente a ciò che si sta facendo nel momento.

Eleanor Roosevelt... diceva... la felicità non è una meta... bensì un prodotto collaterale... in altri termini... è qualcosa che capita mentre si è totalmente impegnati in qualcosa... si è nel flusso... il problema è che non ce ne accorgiamo e andiamo testardamente alla ricerca della Vera Grande Unica Felicità. Questo era anche il concetto di un famoso scrittore americano, Nathaniel Hawthorne... "la felicità, in questo mondo, quando capita è del tutto accidentale... rendetela l’oggetto della vostra ricerca e riuscirete a non raggiungerla mai. Fate altro e con ogni probabilità scoprirete di averla raggiunta senza neanche averla sognata..."


 

La maggior parte delle persone è felice nella misura in cui decide di esserlo...  queste parole... attribuite al presidente americano Abramo Lincoln... rappresentano quello che è il mio concetto di felicità, qualcosa che dipende da noi...
Felicità è senza dubbio una parola dai molti significati... ognuno di noi ha probabilmente maturato una propria convinzione su cosa lo renda felice... su ciò da cui nasce la felicità... su come trovarla o se sia possibile... su come difenderla e mantenerla.
Una cosa ci accumuna riguardo alla felicità... tutti la desideriamo... anche se non tutti confidano di poterla provare. Aristotele sosteneva che l’unica cosa che l’uomo desidera senza altri fini sia proprio la felicità, un fine di per se stesso... molti hanno sostenuto che la condizione umana sia caratterizzata dall’infelicità, pensando alla felicità come fugace intervallo tra dolore e sofferenza, in una visione “infelice” della vita. Letteratura e filosofia hanno annoverato tra le proprie fila autori orientati a considerare l’uomo come un essere “naturalmente infelice” ...oh io aborro questa visione... Anthony De Mello sostiene che la felicità è la nostra condizione naturale. ...i bambini, sostiene, nascono felici e rimangono tali sino a quando società e cultura... con la loro stupidità... non li contaminano ed  inquinano.
La felicità, sono giunta a capire, è un modo di pensare...  il risultato di come noi ci approcciamo alla vita... del modo in cui interpretiamo eventi e situazioni. ...un modo di viaggiare... la felicità comporta la scelta di osservare il mondo con gli occhi di un bambino... apprezzandone la bellezza... con curiosità, senza pregiudizi, con spontaneità , con speranza e ottimismo, con fiducia e serenità... con semplicità e amore
Viviamo in un tempo che ci insegna a cercare la felicità ovunque.... meno che nell’unico posto in cui possiamo realmente trovarla... dentro di noi, perché la felicità è una scelta che siamo sempre liberi di fare ...e di dare...

Viaggiatori... di tutto cuore vi auguro di trovare il vostro senso di felicità... dal canto mio... la mia felicità è il viaggio... l'arrivo... un nome... un volto... la strada.

Ora, per esorcizzare l’emicrania da articolo forse indigeribile, vi consiglierei di prendere un bel caffè... mangiare una mela... una banana... un gelato... cioccolata... dare un bacio... un abbraccio... sorridere... cose semplici... per Seneca, Aristotele, Lincoln etc... non sarebbe la felicità ideale... ma per me, SI...



Nessuno mai avrà il diritto di controllare la tua felicità.
 A nessuno dovrai permettere di provare a dosare i tuoi sentimenti.
 La tua gioia non deve avere confini...
 è già tanto difficile trovarne un po’, spesso ci accontentiamo di surrogati, di sorrisi striminziti, di manifestazioni di euforia appena accennate.
 Quando avrai la possibilità di ridere di gusto, fallo fino alle lacrime.
 I giorni in cui avrai riso e  amato davvero coloreranno di vita i tuoi futuri ricordi.



Παρασκευή 24 Ιανουαρίου 2014

But the song remains the same




ΑΛΛΑ ΤΟ ΤΡΑΓΟΥΔΙ ΠΑΡΑΜΕΝΕΙ ΤΟ ΙΔΙΟ


Το συναίσθημα της κατάφωρης αδικίας και το βίωμα της απρόκλητης και αναιτιολόγητης προσβολής σε όλα τα πεδία αλλά κυρίως στο πεδίο των διαπροσωπικών σχέσεων (μαζί με όσα άλλα σπουδαία και σοβαρά συνεπάγονται, προκαλούν και έλκουν στην σφαίρα της ύπαρξής τους), είναι εμπειρίες που πρέπει πρώτα να τις νοιώσεις στο πετσί σου, για να μπορέσεις μετά να τις περιγράψεις και να τις εκφράσεις σε όλη τους την απευκταία αλλά δυστυχώς τεράστια έκταση.
Είναι η σιωπή μετά το τραγούδι, είναι η στιγμή του κεραυνού, είναι τότε που καταλαβαίνεις ότι το όνειρο χάθηκε.
Είναι οι λέξεις οι μεθυσμένες, οι αδέσποτες και άπιαστες, που μέθυσαν και σένα μέσα στην αναγεννητική κολυμβήθρα του Σιλωάμ και μετά χάθηκαν μέσα στη νύχτα.
Είναι το σιγανό μουρμουρητό του αθώου ανθρώπου, που βλέπει ξαφνικά ότι οι ελπίδες που επένδυσε, δεν ήταν τίποτα άλλο παρά ένας πύργος θεμελιωμένος πάνω στην άμμο.
Προϋποθέτει, η έκφραση και η περιγραφή τους, την έλλειψη του φόβου τής ολοκληρωτικής συντριβής και την ως εκ θαύματος εξακολουθητικά υπάρχουσα πίστη προς τον άνθρωπο. 
Προϋποθέτει να έχεις ξαστοχήσει από τον εγωισμό σου, και να είσαι ικανός να ξεκλέψεις ψήγματα από την αλήθεια σου.
Προϋποθέτει την ύπαρξη κοινών εμπειριών και αναγκών. Προϋποθέτει τέλος ένωση και επικοινωνία των ψυχών και όχι μια απλή συμμαχία του μυαλού μας. 




Η συντριπτική αδικία και η αδικαιολόγητη προσβολή εκείνων που κάποτε επένδυσαν σε μια υγιή ερωτική σχέση μοιάζουν με ένα τραγούδι παράφωνο, μοιάζουν με μια σειρά ασήμαντων λέξεων που προκάλεσαν σημαντικό κακό, μοιάζουν με λουλούδια που έγιναν δηλητηριώδη αγκάθια.
Είναι πολύ δύσκολο να αξιολογήσουμε ή ακόμη περισσότερο να αποδείξουμε το τεράστιο εύρος των συναισθημάτων που προκαλούν, καθώς και των συνεπειών που επιφέρουν κάτω από απλές, καθημερινές και φυσιολογικές συνθήκες.
Πώς να αξιολογήσεις άλλωστε την συντριπτική διαπίστωση ότι τα στήθη της κοπέλας σου δεν ήταν για σένα ο κήπος της Εδέμ αλλά ο Κρανίου τόπος;
Πώς να αποστεγνώσεις τα δάκρυά σου, όταν βλέπεις τα όνειρά σου να λαμπαδιάζουν, χωρίς τη δική σου θέληση και ευθύνη, σαν τις θαλάσσιες κηδείες των Βίκινγκς; 
Το γεγονός όμως ότι δεν μπορούμε να μετρήσουμε το εύρος και τις συνέπειες της έντονης αδικίας και της προσωπικής μείωσης, δεν τις μικραίνει και δεν τις κάνει ασήμαντες. 
Όλοι ή σχεδόν όλοι σε κάποια στιγμή της ζωής μας έχουμε νοιώσει την απόλυτη αγάπη (η αγάπη δεν χρειάζεται προσδιοριστικό επίθετο μπροστά στη λέξη της, αλλά το βάζω για να είμαι ξεκάθαρος), δηλαδή σχεδόν όλοι έχουμε νοιώσει την αγάπη χωρίς όρους, και αυτό μάς καθορίζει μέχρι το φυσικό τέλος μας.
Επίσης, μας πείθει ότι η απόλυτη αγάπη υπάρχει γύρω μας και είναι αληθινή.
Και αυτή η γνώση γίνεται απότομα η πιο οδυνηρή και καθοριστική εμπειρία, ύστερα από ένα ξαφνικό, αναίτιο και σχεδόν ανόητο χωρισμό. 
Αίφνης αντιλαμβάνεσαι ότι τόσο καιρό δεν οικοδομούσες κάτι αιώνιο, όπως ακράδαντα πίστευες, αλλά σκάρωνες μερικά ευάλωτα χάρτινα φαναράκια. Τα οποία μάλιστα δεν τα τοποθετούσες σε κάποιο ασφαλές μέρος, για να τα κρατήσεις προστατευμένα, αλλά άναβες μέσα τους μεγάλη και επικίνδυνη φωτιά.
Είναι απίστευτο το πόσο γρήγορα τα μήλα των Εσπερίδων μπορούν να μετατραπούν σε ρόδια των αναστεναγμών.




Για να πούμε και κάτι ευρύτερο, ήδη από τα αρχαία χρόνια προτιμούσαμε πάντοτε τα ξένα ήθη και έθιμα σχετικά με τον εφαρμοσμένο τρόπο ζωής μας (the way of life). Οι σύγχρονοι Έλληνες, προχωρώντας ακόμη περισσότερο, έχουμε καταντήσει να μισούμε πραγματικά το κάθε τι που έχει σχέση με την ιστορία, τη γλώσσα, τον πολιτισμό, τις ελληνικές παραδόσεις, τις μουσικές κλπ. Έτσι υιοθετούμε συμπεριφορές και αποδεχόμαστε θεωρίες, που αλλάζουν τη νοοτροπία μας, και μάς κάνουν να φερόμαστε στις διαπροσωπικές σχέσεις "ευρωπαϊκά" όπως νομίζουμε, στην πραγματικότητα όμως εσφαλμένα, άγαρμπα, προσβλητικά και μερικές φορές με σχιζοειδή τρόπο, πικραίνοντας και μειώνοντας αναίτια το ταίρι μας και προκαλώντας υπερβολικό και περιττό πόνο.
Νοιώθουμε την αδικία και δεχόμαστε την προσβολή περισσότερο, όταν έχουμε επιλέξει να αποδεχθούμε τους ανθρώπους μας, χωρίς πριν να τους κρίνουμε σωστά. 
Και ακόμη περισσότερο, όταν έχουμε προσφέρει αληθινά, χωρίς να είχαμε ποτέ την προσμονή ή την απαίτηση να λάβουμε ανταλλάγματα. 
Όταν τελικά συμβαίνει αυτό, όταν βιώσεις το χάος, δεν είσαι πια ο ίδιος. Οι σκέψεις σου έχουν για πάντα αλλάξει, οι κινήσεις σου έχουν γίνει επιφυλακτικές, και οι γεύσεις σου έχουν για πάντα μολυνθεί από της αχαριστίας την πίκρα, το όξος και την χολή.
Αυτό επισφραγίζει την αρχαία γνώση και αποδεικνύει ότι η πραγματικά σωστή συμπεριφορά δεν χαρίζεται, απλά και μόνο για να αλλάξει την συμπεριφορά και την διάθεση τού άλλου ατόμου απέναντι μας. Χαρίζεται, γιατί εμείς αισθανόμαστε την ανάγκη να την χαρίσουμε και μόνο γι' αυτό. 
Την συνέπειά μας και την σωστή αγωγή και διαγωγή μας την εκφράζουμε ελεύθερα απέναντι στους άλλους, και όταν αυτή  εκφράζεται με αληθινό και πηγαίο τρόπο, επιστρέφει πίσω σ' εμάς συνήθως στο διπλάσιο. 
Σε ατμόσφαιρα όμως απογοήτευσης και αδικίας το θαύμα δεν χωρά πια.
Τα στεγνά χείλη δεν βρίσκουν πια τις γεύσεις και τα αγριεμένα μάτια έχουν χάσει πια τα χρώματα.




Λένε πως ο χωρισμός είναι ένας μικρός θάνατος. 
Και όταν συνοδεύεται από προδοσία, είναι κάτι σαν δολοφονία.
Η λέξη προδοσία, με τον τρόπο που σήμερα την χρησιμοποιούμε, συμβολίζει κάτι εντελώς διαφορετικό από την πραγματική, την αυθεντική παλιά προδοσία. 
'Οπως χρησιμοποιούμε τη λέξη αυτή σήμερα, υποδηλώνει προηγηθέντες όρους, υποδεικνύει συμφωνίες και παζαρέματα: "Θα κάνω αυτή την προδοσία, αν μου δώσεις τόσα". 
"Θα συνεχίσω να καρφώνω, αν συνεχίσεις να με πληρώνεις", κλπ, κλπ. 
Πόσες φορές έχουμε ακούσει αυτές τις εκφράσεις; Έχουν φθάσει να θεωρούνται σαν μια ακόμη εμπορική συμφωνία.
Το θύμα της προδοσίας από την πλευρά του έχει από καιρό πια ξεχάσει την τελευταία φορά που σηκώθηκε από το κρεβάτι του ξεκούραστος.
Οι σκέψεις του, ή πιο σωστά οι αναμνήσεις του, επιστρέφουν συνεχώς και στοιχειώνουν την ζωή του. 
Έρχονται σαν τα αερόβια φαντάσματα στα έργα του Ντίκενς, και σέρνουν με θόρυβο τις αλυσίδες τους, μη τυχόν και δεν τα ακούσει το θύμα.
Ο προδότης λοιπόν έχει γίνει πια ρυθμιστικό πρόσωπο στη δομή και τη λειτουργία των κοινωνιών. 
Η ημέρα του προδότη πρέπει να τιμάται παγκοσμίως από το σύνολο των κατοίκων αυτής της τρίτης πέτρας από τον ήλιο, για να θυμηθούμε λίγο τον Jimi Hendrix.
Η ημέρα μάλιστα του εκ συστήματος και εκ χαρακτήρος προδότη δικαιούται να απολαμβάνει τιμές σε διαπλανητικό πλέον επίπεδο.                 
Στις σχέσεις μας πολλές φορές είναι ολοφάνερο ότι ο κάθε σύντροφος διαπραγματεύεται τις χαρές και τις προσδοκίες που θέλει από τον άλλο, με άλλα λόγια παζαρεύει την αγάπη που θα πάρει από τον σύντροφο με αντίτιμο τη δική του αγάπη. 
Αυτό το συνοθύλευμα λέγεται αγάπη υπό προϋποθέσεις. Αγάπη που τελεί κάτω από διαλυτική αίρεση. 
Είναι η αγάπη-αγοραπωλησία, και απέχει έτη φωτός από την πραγματική.
Ο καθένας καταλαβαίνει ότι στις ανόητες αυτές συμβάσεις οι ουρανοί είναι κλειστοί και η αποστολή του άνθους και του έρωτα δεν μπορεί καν να ξεκινήσει.
Οι διαστάσεις έχουν μικρύνει και το αθάνατο νερό έχει από την αρχή εξατμισθεί.




Όταν η αγάπη που χαρίζουμε είναι η αληθινή, η άνευ όρων, τότε δεν μας ενδιαφέρει το συμφέρον μας αλλά ούτε καν η συμπεριφορά του συντρόφου μας. 
Εμείς αγαπάμε. Το τι κάνει ο άλλος, είναι δική του δουλειά, όπως είπε ο μεγάλος Μενέλαος Λουντέμης.
Δεν αναζητάμε αναγνώριση της προσφοράς μας και δεν επιδιώκουμε ανταλλάγματα. 
Δεν φωνάζει προδοσία το σημάδι του φιλιού. Το αντίθετο μάλιστα.
Όταν υπάρχει γνήσια αγάπη, είμαστε πλήρως συμφιλιωμένοι με τον εαυτό μας, και ζούμε την σχέση μας προσπαθώντας να την κάνουμε όσο πιο όμορφη και πιο γεμάτη γίνεται.
Η εκκωφαντική αδικία και η ψυχοφθόρα προσβολή δεν βρίσκουν χώρο για να αναπτυχθούν ούτε αέρα για να αναπνεύσουν. 
Για την ακρίβεια είναι άγνωστες λέξεις, στα άτομα που είχαν την τύχη ή την εξυπνάδα ή την ωριμότητα να αγαπήσουν και να αγαπηθούν.
Μόνο η αγάπη αυτού του είδους μπορεί να ερεθίσει το μυαλό μας μέχρι την υπέρβαση.
(Ναι, περίπου σαν εκείνη την "σωτήρια" για την χώρα υπέρβαση, που είχε κάποτε ευαγγελισθεί ο Σαμαράς, αλλά στον δρόμο σύντομα κουράστηκε ή άλλα πράγματα έκανε, που δεν είναι του παρόντος.)
Η ερωτική υπέρβαση γεμίζει το ζευγάρι με έρωτα. Έρωτα πνευματικό αλλά και σαρκικό και μάλιστα μέχρι τελικής πτώσεως. 
Ζεστές καρδιές, ζεστές ψυχές, ζεστά κορμιά, στις ζεστές αγκαλιές τους. 
Και μετά, η παράσταση του έρωτα, ο χορός της χαράς, τα δάκρυα της ευτυχίας, οι φωνούλες της ηδονής, οι πολυπλόκαμοι οργασμοί, ο έρωτας, ναι ο Έρωτας.
Μόνο αυτή η αγάπη μπορεί να πάρει τον θυμό που σου κατατρώει τα σωθικά και να τον μετατρέψει σε λατρεία.
Μόνο αυτή μπορεί να γαληνέψει την φουρτουνιασμένη θάλασσα, που ο καθένας περικλείει στην ψυχή του.
Μόνο αυτή κάνει ξεκάθαρο ότι τίποτα απολύτως δεν μπορεί να αντισταθμίσει τη μοναξιά και την έλλειψη του συντρόφου που λείπει.
Μόνο αυτή διακηρύσσει ότι τελείωσαν πια οι άδικες και στείρες ανατολές.




Ακόμη περισσότερο, η αληθινή αγάπη μπορεί να μας βοηθήσει να γιατρέψουμε κι εμείς τις δικές μας πληγές. 
Το πλήρες αυτό συναίσθημα δεν αγκαλιάζει μόνο τους άλλους. Κάνει κι εμάς τους ίδιους να εκτιμούμε και να σεβόμαστε τον εαυτό μας. 
Με άλλα λόγια, η αγάπη αποτελεί την πεμπτουσία της ύπαρξής μας.
Με αυτήν μετράμε τα άστρα, και αυτή είναι που μας μαθαίνει να μη φοβόμαστε τη ντροπή και να μη ντρεπόμαστε τον φόβο.
Όλοι μας θέλουμε να είχαμε λιγώτερο άγχος για την σχέση μας, λιγώτερους φόβους, λιγώτερες διαμάχες και σίγουρα βαθιά μέσα μας πραγματικά το έχουμε ανάγκη. 
Ατυχώς όμως, στην πραγματικότητα είναι ελάχιστες οι φορές που επιλέγουμε τη γαλήνη από τον καυγά, την χαρά από τον φόβο, την εμπιστοσύνη από την καχυποψία.
Είμαστε θύματα μιας φιλοσοφικό-κοινωνιολογικής μόδας, που ξεκίνησε από τα πλούσια κράτη του Βορρά. Του Ηθικού Εγωισμού. Η κοινωνιολογική αυτή πραγματικότητα χρησιμοποιεί ως κριτήριο ηθικότητας τη μεγιστοποίηση του αγαθού (καλού), που προορίζεται αποκλειστικά και μόνο για το ίδιο το υποκείμενο των πράξεων. Δηλαδή χωρίζει τον κόσμο σε δύο στρατόπεδα. Στο άτομο από τη μια μεριά και όλους τους άλλους από την άλλη. Έτσι το άτομο νομιμοποιείται να κάνει ό,τι θέλει, επιδιώκοντας το ατομικό του συμφέρον και αδιαφορώντας εντελώς για το κοινό καλό.
Έτσι, πολλοί από εμάς με την πτώση ενός φύλλου σκοτώνουν το δέντρο. 
Έτσι, πολλοί από εμάς αντλούν ευχαρίστηση από την εκδίκηση και την ανταπόδοση του κακού. 
Άλλοι πάλι δεν ησυχάζουν, εάν δεν αποδείξουν στους γύρω τους ότι κάνουν λάθος. 
Και άλλοι προσπαθούν εγωιστικά να αυξήσουν την αγάπη τού συντρόφου τους προς αυτούς αποκλείοντάς το από το περιβάλλον του. 
Και μετά από όλα αυτά, έχουμε την θεία αφέλεια ή τον βαρύ εγωισμό να απορούμε και να πικραινόμαστε, επειδή η ζωή μας δεν είναι ευτυχισμένη ή δεν περιλαμβάνει την αγάπη που θα θέλαμε. 
Το μόνο που μπορεί να μας επηρεάσει και να μας κάνει να αναθεωρήσουμε τα βασικά μας πιστεύω, είναι κάτι πραγματικά δυνατό. Όχι κάτι κακό. 
Κάτι απόλυτο και αληθινό. 
Κάτι σαν την αγάπη.
Κάτι που σε διασώζει από τα ταξίδια χωρίς πυξίδα, κάτι που σε εμποδίζει να ανταλλάσσεις πικρά λόγια με ηλεκτρονικούς τοίχους, κάτι που δίνει για πρώτη φορά στα λόγια σου ουσία και στην ζωή σου νόημα.
Η αληθινή αγάπη έχει να κάνει με το σώμα μας αλλά και με την ψυχή μας. 
Η εμμονή της σημερινής κοινωνίας με το σώμα και όχι με το πνεύμα, μας έχει αποξενώσει από αυτό το πανέμορφο συναίσθημα της ατόφιας αγάπης. 
Το μοναδικό αυτό συναίσθημα παραβλέπει τις διαφορές μας, επειδή έχει άλλα πιο σημαντικά για να ασχοληθεί. 
Δεν έχει χρόνο για αμφιβολίες και φθόνο, έχει χρόνο μόνο για δημιουργία. 
Δεν της αρέσει να βάζει όρους και περιορισμούς, αλλά να ενθουσιάζεται από τους ρυθμούς και να εξελίσσεται.
Αγαπώ λοιπόν.
Μια μαγική λέξη πολλών χιλιάδων ετών, με πέντε καθόλου τυχαία γράμματα. 
Α-γ-α-π-ώ.
Αναλύοντας με κάποια ελευθερία, το πρώτο και το τελευταίο γράμμα, το Α και το Ω, δηλώνουν το Άλφα και το Ωμέγα της Ζωής. 
Το δεύτερο, το Γ, υποδηλώνει την αρχή της Γνησιότητας, της Γνησιότητας όλων, έσω και έξω. 
Το τέταρτο, το Π, επισημαίνει και διακηρύσσει την Πίστη για την αγάπη και το μεσαίο Α την Αιωνιότητά της... 





But the song remains the same.
Η αγάπη και η προδοσία πάνε μαζί,
και οι ενοχές σου πονάνε πιο πολύ απ' τη δική μου θλίψη.
Πάντα υπάρχει τέλος στον πόνο,
γιατί όλοι μπορούν να πλεύσουν προς το αντίδοτο. 
Πάντα υπάρχει τέλος στον φόβο,
με τον ένα ή τον άλλο τρόπο.
Τώρα που γύρισα πίσω και ξανά-διάβασα το κείμενο,
τάχασα με την αλήθεια του.
Και εγώ ο ψεύτης,
τρόμαξα πολύ.




Τρίτη 7 Ιανουαρίου 2014

Hotel.....

HOTEL....
destini incrociati che fanno la storia...

Quale può essere l'incipit... per cui una persona sana di mente voglia parlare di hotel?


Beh... la lampadina della mia camera d'albergo si è fulminata, o forse si è uccisa... dentro questa camera... c'era un gran rumore di  universi e anche se la vita fa un rumore d'inferno... dentro un raggio di sole che entra dalla finestra, talvolta vediamo l'uscita...
E ognuno ha il Mondo che si merita? Io ho capito che il mio è questo qua... ha di strano che è normale...
C'era quell'albergo, di un'eleganza un po' appannata... probabilmente era stato in grado, in passato, di mantenere certe promesse di lusso e garbo. 
...Aveva ad esempio una bella porta girevole in legno, un particolare che sempre inclina alle fantasticherie...



Sento il tuo profumo
in questa stanza vuota...
Vedo il tuo viso segnato dal tempo
in questo spazio invisibile
sento la tua mano sulla mia spalla...
In questo correre verso chissà cosa
il mio cuore straborda di felicità
per la tua presenza piena di luce e di profumo
avevo paura fossi andato via per sempre
e invece tu sei sempre con me...




Sarebbe, dunque... la nostalgia... uno dei tanti colori della tavolozza dell'anima... dal tono sfumato, un po' cupo e freddo....? Ma il buon pittore sa che escludere grigio, nero e marrone da un quadro non ha senso. 
...i poeti maledetti francesi la trasformavano in poesia... gli attori come James Dean e River Phoenix in fascino e seduzione... è una sensazione molto importante... che aiuta a rivedere criticamente gli errori commessi e porta a correggerli... una volta capito ciò... non resta che impiegare il tempo che resta per costruire la propria felicità.




..."Perché si è attratti da un volto? Perché i suoi occhi si fissavano su quella donna in particolare? Non era propriamente bella... aveva qualcosa di strano... che turbava. Attirava il suo sguardo... qualcosa che si rivolgeva a lui in particolare... un segno venuto da chissà dove, da un tempo lontano, immemorabile, forte quanto basta per farsi sentire da lui... nel frastuono della vita... e tuttavia così debole da non essere avvertito da altre orecchie umane... e per quanto le loro vite si fossero più volte sforzate di prendere corsi divergenti, come il vento che gira e t'insegue... alla fine si erano ritrovati... e nell'istante stesso in cui ti ho conosciuto, ho sentito che in te c'era qualcosa di cui avevo bisogno... ma non era qualcosa. Eri TU...





Vivere... amare... capirsi... e sei lì davanti... aspetti che l'ascensore arrivi... è lento... ci sono delle persone che entrano nella tua vita e ne modificano la percezione... ti fanno fare un passetto avanti nella consapevolezza di chi sei o di chi e cosa vorresti essere... spostando la visuale soggettiva ristretta dai sensi... dalle esperienze e dall’età... e c'è qualcosa in noi pronto a saltar fuori richiamato da un riferimento, da un richiamo, da una similitudine... dall'amore... e ti ritrovi di nuovo adolescente... e ti chiedi... come hai fatto a dimenticarti di Lei... della vita... della tua vita... e dei suoi incredibili messaggi... per diventare una persona migliore, magari proprio chi o cosa tanto tempo fa avresti sognato di essere... o di provare...

Ecco l'ascensore è arrivato... entriamo noi... "Mi veniva vicino e si chinava su di me. Ricordo che scomparivo dentro di lui. ...quanto calore umano. Lui mi abbracciava, mi sentiva, mi vedeva"... noi due felici... destini incrociati che fanno la storia.


Love is in Town





 Tempesta, vortice, disastro, fuoco
riconoscimento, anima, esplosione...
una vita accesa...
un eterno momento
un potente sentimento...

cammino a tentoni...
respiro a pieni polmoni...
attendo un'eclissi
che mi conduca i passi
verso un infinito giorno...
dopo tutto questo riposo notturno...

ora che questa mano di rosa
mi ha raccolta da terra e mi posa...
m'immergo nel morbido tepore
di questo contatto... di questo splendore...
Mi faccio frugare
Mi faccio colmare
dall'intenso e caldo mare...
mi faccio attraversare
dal vento dolcemente polare....
E infine... leggera... di peso... mi dono
solo a te...
mio tenero... profondo... infinito regalo.



Hotel Cafe Presents: Winter Songs. 

With Various Artists

(Winter in the city)

http://www.youtube.com/playlist?list=PLBF68F45E243F2322